Quello che non vedi

Il punto vero, però, è un altro. Non è che qualcosa non funziona. È che funzioni sotto le tue possibilità. Vivi in un cerchio più stretto di quello che potresti avere, e lo chiami la mia vita.

Dove senti fastidio, lì c’è da lavorare. È il segnale: qualcosa preme, e preme perché stai reggendo una risposta che non è tua. Quel fastidio è la cosa più utile che hai — indica il punto esatto.

Per questo chi non sente niente non è più libero degli altri. Spesso è il contrario. Il fastidio l’ha avuto, come tutti, ma a un certo punto l’ha messo sotto il tappeto e se n’è dimenticato. Non sentirlo non vuol dire non averlo: vuol dire non guardarlo più. E chi non lo guarda più ha semplicemente costruito una vita attorno a quel tappeto, per non doverci passare sopra. Io stesso, prima, ho fatto così — l’ho raccontato nel  libro